Facciali Filtranti

Mascherine-FFP3

Facciali Filtranti

Le mascherine filtranti e le mascherine chirurgiche sono dei dispositivi di protezione individuale (DPI) che vengono impiegati per un turno lavorativo per la protezione delle vie respiratorie da agenti esterni come le polveri, particelle o virus. Le conseguenze di questa esposizione non si manifestano subito ma possono procurare dei disturbi respiratori a lungo termine. Le mascherine filtranti devono essere sostitute immediatamente quando risultano danneggiate o contaminate o nel momento in cui la respirazione diventa difficoltosa a causa della saturazione del materiale filtrante. Le maschere di protezione delle vie respiratorie comprendono maschere usa e getta e riutilizzabili, come quelle chirurgiche, oppure con fattore di protezione FFP1, FFP2 e FFP3 e devono essere conformi alla norma EN 149.

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi monouso che forniscono una protezione nei confronti della diffusione di virus e batteri bloccando le goccioline di secrezioni respiratorie (droplet) emesse dalle persone malate che le indossano, evitando che le persone circostanti possano entrarne in ontatto. Le mascherine chirurgiche non proteggono l’indosatore nei confronti di aerosol fini che potrebbero contenere particelle infettanti di piccolissime dimensioni come i virus. Le mascherine chirurgiche sono dispositivi medici costituiti da una sovrapposizione di strati in tessuto non tessuto uniti mediante un processo di fusione a caldo e sono dotate di laccetti o elastici che ne permettono l’aderenza al volto.

Le mascherine chirurgiche permettono di:

  • Evitare, al momento dell’espirazione dell’utilizzatore, la proiezione di goccioline di saliva o di secrezioni delle vie respiratorie superiori. Indossata dal personale medico, la mascherina chirurgica protegge il paziente e l’ambiente in cui si trova (aria, superfici, materiale, campo operatorio). Indossata dal paziente contagioso, invece, impedisce che questi contagi chi si trova nelle sue vicinanze e che contamini l’ambiente in cui si trova.
  • proteggere chi le indossa contro eventuali schizzi di liquidi biologici che potrebbero trasmettere un’infezione. Alcuni modelli sono dotati anche di una visiera per proteggere gli occhi dell’utilizzatore.

Le mascherine monouso chirurgiche possono essere utilizzate nel settore della chirurgia, odontoiatria, procedure mediche o in caso di isolamento. Sono indicate anche per la popolazione comune nell’utilizzo quotidiano.

Maschere chirurgiche e di protezione devono necessariamente rispettare le normative e i regolamenti in vigore nel Paese. Vengono testate nel senso dell’espirazione, ossia dall’interno verso l’esterno. I test valutano l’efficacia della filtrazione batterica e permettono di stabilire la conformità delle mascherine con le seguenti normative:

  • Normativa europea EN 14683: in base a questa normativa il livello di efficacia di una mascherina può essere di quattro tipi: tipo I, tipo II, tipo IR e tipo IIR.
  • Tipo I: efficacia di filtrazione batterica superiore al 95%.
  • Tipo II: efficacia di filtrazione batterica superiore al 98%.
  • Tipo R: la normativa europea prevede anche un test di resistenza alla proiezione, in base al quale le mascherine possono essere di tipo IR e IIR. Le mascherine IIR sono quelle più resistenti.

Negli Stati Uniti le maschere chirurgiche devono devono essere soddisfare gli standard previsti dalla normativa ASTM, la quale prevede tre livelli di protezione:

  • Livello 1: basso rischio di esposizione ai fluidi.
  • Livello 2: rischio moderato di esposizione ai fluidi.
  • Livello: alto rischio di esposizione ai fluidi.

Le maschere di protezione filtranti sono composte da un elemento facciale e da un elemento filtrante. Alcune di queste maschere non hanno un vero e proprio elemento che garantisca la filtrazione perché sono interamente realizzate in un materiale filtrante. Il fatto che la mascherina sia efficace solo contro le particelle o contro certi gas e vapori oppure contro le une e gli altri dipenderà proprio dal tipo di filtrazione offerta. Alcuni facciali filtranti, inoltre, sono dotati di una valvola di espirazione che migliora il comfort dell’utilizzatore. La valvola in questione permette in effetti di evitare la formazione di condensa all’interno della maschera o che gli occhiali si appannino, ed aiuta l’utilizzatore a inspirare ed espirare più facilmente. Va notato che i facciali filtranti proteggono l’utilizzatore anche contro l’inalazione di agenti infettivi trasmissibili tramite schizzi di materiali biologici.

Le maschere di protezione respiratoria FFP (Filtering Facepiece Particles, “Facciale filtrante contro le particelle” in italiano) sono dei dispositivi di protezione respiratoria di alta qualità, adatti all’ambito professionale. Esse servono essenzialmente a proteggere contro le particelle fini, la polvere e diversi virus. La loro efficacia viene valutata in funzione del tasso di filtrazione, ma anche in funzione del tasso di perdita verso l’interno. La versione 2001 della norma EN 149 definisce 3 classi di efficienza filtrante per questo tipo di maschere: FFP1, FFP2, FFP3.

Fattore di protezione FFP1

Assicurano un primo livello di protezione delle vie respiratorie in ambienti polverosi e che contengono particelle in sospensione, anche se non sono idonee per la protezione da agenti patogeni che si trasmettono per via aerea. Sono maschere semi-facciali antipolvere comunemente utilizzate in diversi settori in grado di proteggere le vie respiratorie da particelle solide e liquide non volatili quando la loro concentrazione non supera 4,5 volte il valore limite. Hanno una capacità filtrante di almeno l’80% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno minore del 22%.

  • Contaminante: Particelle fini e polveri (silice, lana di vetro, grafite, cemento, zolfo, carbone, trucioli di metalli ferrosi, legno, ecc.).
  • Utilizzo: Perfetta per i lavori di bricolage e lavori in diversi settori: industria tessile, artigianato, metallurgia, falegnameria, ecc.
  • Presenza o meno della valvola: Disponibile con o senza valvola

Fattore di protezione FFP2

Sono in grado di proteggere le vie respiratorie da polveri, nebbie e fumi di particelle con un livello di tossicità compreso tra il basso e medio la cui concertazione arriva fino a 12 volte il valore limite previsto dalla normativa. Hanno una capacità filtrante di almeno il 94% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno minore dell’8%.

  • Contaminante: Particelle fini e tossiche (quarzo, trucioli di metallo, muffe, batteri, ecc.)
  • Utilizzo: Ideale per una varietà di lavori in diversi settori:trattamento delle acque reflue, smaltimento dei rifiuti, miniere, cave,lavorazione del metallo.
  • Utilizzo: Disponibile con o senza valvola

Fattore di protezione FFP3

Sono un dispositivo di protezione delle vie aeree in grado di proteggere le vie respiratorie da polveri, nebbie e fumi di particelle tossiche con una concentrazione fino a 50 volte il valore limite. Hanno una capacità filtrante di almeno il 99% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno minore dell’2%.

  • Contaminante: Particelle pericolose e cancerogene (amianto, virus, spore, pesticidi, piombo, cemento, ecc.)
  • Utilizzo: Ideale per chi lavora a contatto con l’amianto (in concentrazione inferiore a 1 fibra/cm3 in 1 ora) o la legionella (intervento di breve durata).Protegge contro polline e virus (influenza aviaria, influenza A / H1N1, SARS, tubercolosi).
  • Presenza o meno della valvola: Sempre dotata di una valvola

Normativa americana: negli Stati Uniti le maschere di protezione respiratoria devono rispettare i requisiti stabiliti dal NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health).

Tutte le maschere FFP1, FFP2 e FFP3 sono monouso.

La sua presenza non ha alcun effetto sulla capacità filtrante del dispositivo ma assicura un comfort maggiore quando la mascherina è indossata per molto tempo. In particolare, la valvola di espirazione permette all’aria calda di fuoriuscire dal dispositivo. Attenzione però, perché in questo modo anche le particelle virali possono fuoriuscire: l’utilizzo di mascherine con valvola non è infatti consigliato se si pensa di essere positivi.

La valvola presente su una maschera possiede numerosi vantaggi:

  • un maggiore comfort
  • assenza di condensa all’interno della maschera
  • nessun appannamento degli occhiali
  • previene la resistenza respiratoria, aiutando a inspirare ed espirare facilmente

Ci sono alcune precauzioni da prendere quando si indossa una maschera chirurgica o protettiva. Ecco le più importanti:

  • Togliere la maschera dalla confezione e poggiarla sul viso e tenderla, a seconda del modello, tirando esclusivamente sugli elastici o sui lacci.
  • Verificare che l’orientazione della mascherina sia corretta: la mascherina ha generalmente una barretta interna che va poggiata e modellata intorno al ponte del naso. Le marcature apposte dal produttore, invece, si trovano generalmente sulla superficie esterna della maschera. Qualora non vi siano marcature, poggiare sul viso la parte più imbottita della mascherina.
  • Aprire bene la maschera, poggiarla sul viso in maniera che copra naso, bocca e mento, e fissarla facendo passare gli elastici o i lacci dietro la parte superiore della testa e la nuca.
  • Nel caso delle maschere di protezione, per verificare se la maschera è stata messa correttamente basta coprire il filtro con le mani e inspirare lentamente: se la maschera aderisce al viso, significa che è ben posizionata, mentre se non aderisce significa che non si crea un vuoto d’aria, che l’aria continua a filtrare all’interno, e che quindi non è stata messa correttamente.
  • Una volta indossata la maschera non dovrà più essere spostata o riposizionata se non al momento in cui verrà rimossa.
  • Per quanto riguarda lo smaltimento, le mascherine monouso dovranno essere depositate immediatamente negli appositi contenitori, subito dopo essere state rimosse.
  • Cambiare mascherina regolarmente: almeno ogni 3 ore per le maschere chirurgiche, o prima se ha ricevuto degli spruzzi di liquidi biologici; ogni 3-8 ore per le maschere di protezione.
  • Lavarsi le mani prima e dopo aver indossato la maschera.
  • La maschera ha una data di scadenza quindi una durata di vita limitata.
  • Le maschere usa e getta non devono essere conservate dopo l’uso, ma smaltite correttamente.
  • La durata dell’efficacia di una mascherina monouso varia in base all’utilizzo. Generalmente, una mascherina monouso deve essere sostituita in presenza di un’alta resistenza respiratoria dovuta ad un accumulo di polveri o dell’umidità (nebbia, respiro o sudore), che rende il filtro saturo.
  • Una maschera che è stata conservata in un ambiente polveroso perde la sua efficacia, anche se mai utilizzata.
  • Se la maschera è danneggiata o strappata, perde la sua efficacia filtrante, quindi è necessario sostituirla
  • Se si dedice di acquistare una mascherina lavabile è possibile riutilizzarla più volte se igienizzata correttamente.

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